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Tuesday, 17 February 2009

SIMILITUDO

Le auto hanno una faccia. I cani hanno una faccia. Le case hanno una faccia. E anche le persone hanno una faccia. Ora unite la faccia del padrone a quella del suo cane. Gli occhi, l'espressione, la postura, la personalità, il colore: tutto coincide.

Provate con l'auto, soprattutto le auto di alcuni anni fa (ora si assomigliano troppo fra loro): il cofano, la mascherina, il taglio dei fanali, lo stile nel suo complesso.

Tutto tradisce un'intrinseca e grottesca appartenenza. Perché tutto parla di noi, nel momento in cui si instaura una relazione di appartenenza o di legame. Provate con le coppie di lungo corso: gli anziani arrivano con gli anni ad assomigliarsi, così come i padri con i figli, e non solo per eredità genetica. Si cammina in modo simile, si assume lo stesso accenno, ci si gratta il capo allo stesso modo.

E' un processo simbiotico lento e impercettibile. Useremo persino lo stesso bagaglio di parole ed espressioni. E quando saremo a cena da amici lo rivedremo sul padre dell'amico, nella camminata della madre, nelle rughe di espressione della cugina. Calpestiamo lo stesso suolo da secoli. E' la stessa, unica famiglia di sempre. Solo più allargata.

Saturday, 20 September 2008

filo blu e filo rosso


Gaya scrive:

ma esiste la persona che capisce fino in fondo? una tela incrostata può essere restaurata e tornare com'era. si sciolgono gli errori, si gratta via quel che non le appartiene e i colori ritornano, le forme riprendono spazio e volume e tutto il brutto, lo sporco, viene cancellato via. perché non le apparteneva, perché non era suo. ma con le persone questo non vale. stupida volontà, stupida capacità di discernere il bene dal male e di compiere delle scelte. stupide perché poi si pensa che sia sempre così, che valga sempre, che i sentimenti possono sbagliare, ma la mente no. stupido illuminismo stupido che ci ha lasciato un'eredità troppo pesante. e stupido romanticismo stupido che ha esagerato sull'altro fronte e non è stato sufficientemente intelligente da dare una replica che reggesse. come la sinistra di oggi che non è capace di opporsi decentemente alla destra, ma scimmiotta pensando che la regola dei buoni-cattivi sia soddisfacente. siete proprio idioti, non avete capito che i film di sergio leone funzionavano al cinema e lì e basta? ma erano film. e sergio leone non ha mai pensato di poter guidare un paese con la regola dei cappelli bianchi e cappelli neri. (...)

(continua nei commenti)

Friday, 1 August 2008

Appunti sparsi di un umanista reo confesso su MG


La Reggia sabauda della Venaria Reale ci accoglie in tutto il suo ritrovato candore. Sembra un grande cigno che dispiega le ali per abbracciare man mano le nostre care MG che sopraggiungono, una dopo l'altra, a formare una parata festosa e multicolore. Potevamo sognare una cornice più degna? E così per molti di noi è l'occasione per fare un tuffo nella storia e rivisitare gli antichi fasti della dinastia sabauda, oltre ad ammirare architetture e fregi che un sapiente e lungo restauro ha saputo riportare in vita.
Rivedo alcuni volti noti, incontro lo sguardo di nuovi compagni di viaggio. Ci si scambia impressioni, battute. Si scherza. E' per me questo il secondo raduno a cui partecipo e mi sono divertito ad osservare gli sguardi, annotare i commenti, registrare le sensazioni, e in qualche modo trovo conferma di quanto già avevo avuto modo di apprezzare durante il precedente raduno. Cioè che, al di là di tutto, è il semplice e genuino entusiasmo di voler stare insieme che ci guida. Noi, gli MG enthusiasts, siamo un piccolo popolo variegato, trasversale, appassionato, che vive del bello, che ama il quality time e forse, più o meno consapevolmente, si confronta con la storia...

La carovana riparte, gli SU sbuffano e il serpentone colorato si snoda, affrontando dopo poco le prime salite che ci porteranno verso le montagne olimpiche. Dopo settimane di pioggia estenuante, penso che siamo letteralmente graziati da una giornata di sole tersa ma decisamente estiva.
C'è poi la sosta a Susa. Un altro momento di relax. Lasciamo riposare un pò i motori e ci portiamo a piedi nel centro storico, dove una guida ci accoglie, rinnovando l'appuntamento con la storia. Sono le antiche vestigia romane ora a fare da sfondo. Ci spostiamo come una scolaresca poco disciplinata, le fila si compongono e si scompongono, e riesco a parlare un pò con tutti. Deve essere in fondo il retaggio dei miei studi umanistici, penso, ma che ci volete fare, io mi aggiro divertito fra i suoni dei vari dialetti e accenti, una tavola di colori dove trovi le tinte calde e sanguigne del romagnolo, i toni vividi del veneto, i pastelli della cortesia piemontese, il verde dell'intercalare lombardo, i bruni del toscano irriverente. Colgo battute e scambio opinioni fra tutti, e penso divertito che in fondo in un piccolo spaccato di umanità come questo si può ancora trovare il cuore vero dell'Italia che vorrei...
Torno al mio amato GT. “Hai notato che a quanto pare siamo l'unico Coupè del raduno?” dico alla mia compagna. Certo, in una giornata come questa non sarebbe male viaggiare “scoperchiati”. Scambiamo saluti fra un tornante e l'altro, fra un auto e l'altra, e poi lungo i sentieri e fra i paesi, dove la gente ha tempo di fermarsi e ti sorride, contenta del fuori programma che irrompe nel ritmo placido della vita di questi paesini di alta quota. Ci siamo noi a spezzare l'incantesimo, con i riverberi delle nostre cromature fresche di polish e lo scoppiettìo degli scarichi.
Arriviamo finalmente a Claviere. L'hotel è accogliente e l'ospitalità foriera di momenti piacevoli. Da lì a poco mi cimento per la prima volta in una prova di regolarità, insieme alla mia fidanzata Caroline. Si vede che siamo pischelli: facciamo tutto con grande impegno, ma poi sul più bello non riusciamo a far partire in modo corretto il cronometro (!). Quanto abbiamo fatto? A che secondo siamo? Accidenti! Pazienza, è stato comunque divertente. Così come vedere le MG più anziane muoversi nervose sul piccolo otto improvvisato nel parcheggio di fronte all'albergo. Sono purosangue che sbuffano e si muovono eleganti e muscolari: una gioia per gli occhi e per le orecchie...

Tutti a tavola! Si va al Gran Bouc, dove c'è Emilio Ferrari ad accoglierci. Scopriamo subito che oltre ad essere uno chef di primordine, è anche lui della famiglia del sacred octagon. La serata scorre allegra, quasi goliardica, fra una pietanza e l'altra e molti bicchieri, e si arriva all'epilogo. Inizia a girare un microfono, Silvio Alberelli ci invita ad esprimere i motivi della nostra adesione al club, le nostre esperienze. Si rivolge soprattutto a noi giovani, alle “nuove leve”. Ed è subito panico: mi occupo da anni di comunicazione, ma ancora non ho risolto la timidezza del public speaching. “Allora Mauro, raccontaci come sei arrivato a far parte della MG Club Italia?”.
Potrei raccontare di come l'ho acquistata all'asta, delle fasi di restauro, di come ho conosciuto l'MG Club attraverso l'entusiasmo contagioso di Silvio stesso, o parlare dei tanti dettagli che fanno di ogni MG un esemplare unico, e indissolubilmente tuo. Invece no, la risolvo con uno slogan. Poche brevi parole. Una sintesi che riassume il senso della mia gratitudine. E cioè che ero mosso dalla passione delle belle auto, ma oggi ho trovato anche delle belle persone.

Mauro De Giorgi