Saturday, 26 January 2008

david hepher e le durrington towers

qui a londra si inizia a parlare di abbattere le durrington towers.

a vederle adesso si resta affascinati, richiamano subito il fascino della paleoarchitettura e della decadenza del sogno di offrire una buona architettura sociale nei sobborghi. quest'ultima frase non è efficace, ci riprovo: casermoni popolari con annessi servizi che ghettizzano le persone.

siamo sinceri, ci piacciono perchè sono mastodontiche, non banali e perchè sono un pò il simbolo di una zona dove è meglio non andare.

c'è un pittore però, nome david hepher, che è innamorato di queste torri sin dai primi settanta, e le rispetta per quello che sono.

la cosa mi ha fatto riflettere, perchè questo tipo di architettura è un grande esempio. hepher ha iniziato a difenderle trent'anni fa, e ora che si parla di abbatterle per cercare di tagliare la testa alla locale microcriminalità, sporcizia e malaffare che vi si annidano. io sono con hepher, il problema non è insito nella struttura, il concetto è buono, l'estetica delle torri è affascinante, e ormai fanno parte dello skyline di quella parte della città. sarebbe un errore abbatterle.

3 comments:

PEJA said...

Da una parte la vedo come te, ma non sarebbe il caso di chiedere alla gente che vive in quei posti cosa ne pensa? Quì a Roma si parla tanto di temi simili, come il Corviale o la sopraelevata di San Lorenzo, se ne parla forse troppo. Ma perchè nessuno chiede al tipo che la mattina ha il traffico in cucina nonostante vive al quinto piano? E' da riflettere su questa possibilità (la pianificazione allargata...)

d a v i d e said...

hai ragione, non sono stato chiaro.
sono ben lontano dal dire che sono tutti esempi di architettura esemplare. ahime' la maggiorparte e' sicuramente un inferno di cemento.
ma devo anche ammettere che alcuni di questi hanno dietro una coscienza progettuale che va apprezzata e sfruttata appieno.
la mia riflessione era partita anni fa quando ho avuto il privilegio di visitare due Unité d'Habitation del Corbu. quella di firminy era un disastro, aree comuni sigillate, corridoi bui e tutti gli stereotipi delle "case popolari". quella di marsiglia era "urbanamente" pulita, abitata, sfruttata e viva in ogni sua accezione. eppure marsiglia e' ben nota come una delle citta' "critiche" in francia. cerchero' delle foto dei due edifici e apriro' un post in merito, se ti interessa.

PEJA said...

Assolutamente si! Allora aspetto con ansia il tuo post!